E’ proprio una bella iniziativa quella dell’Azienda Agricola Biologica Melagrani e della Pro.Bio (Associazione dei Produttori Biologici dell’Umbria). Far conoscere i prodotti tipici di eccellenza della nostra regione in tutti i loro aspetti: dalla raccolta alla tavola, passando per la conoscenza del prodotto.
La raccolta della Fagiolina del Trasimeno (n.b. già presidio slow food) è la prima di una serie di iniziative definite “gastronomico-culturali” volte a sensibilizzare i consumatori attraverso momenti di conoscenza pratica della realtà agricola dei diversi territori dell’Umbria, e dei suoi prelibati prodotti tipici.
La manifestazione si svolgerà presso l’Az. Agricola Melagrani il 5, 6 e 7 Settembre…
Questo il sito con tutte le info e il programma completo: http://ioraccolgo.melagrani.it
Pietro
Si trova in Umbria, si chiama Castel Ritaldi e ogni anno a Settembre (quest’anno il 18, 19 e 20) si celebrano le fiabe, con letture, giochi, attività ludico-ricreative, musica, degustazioni e spettacoli pirotecnici. L’occasione è il premio e concorso letterario “M.Tabarrini – Paese delle Fiabe” (giunto alla X edizione) con fiabe arrivate da molte parti d’Italia; una “tre giorni”, in questo angolo verde dell’Umbria, in cui grandi e piccini potranno guardare il mondo attraverso la lente magica della fantasia. E un’opportunità per visitare uno dei luoghi più belli della regione umbra dove arte, cultura ed enogastronomia si fondono in un mix da non perdere. Questo l’indirizzo web per sapere tutto sulla manifestazione: www.paesedellefiabe.it …anche per chi non crede alle favole
, Pietro.
(nella foto: Castel S. Giovanni, fortificazione fatta costruire nel 1376 dal cardinale Albornoz)
Molti amici umbri sapendo che sono sardo, e molti amici sardi sapendo che vivo in umbria da tanti anni… mi chiedono spesso consigli su dove andare e dove soggiornare in sardegna e in umbria, rispettivamente. Ecco adesso un mio sito web che accontenta tutti…
www.FoxViaggi.it è una guida veloce di strutture turistiche (agriturismi, case vacanze, hotel e country house, camere e appartamenti…) che conosco personalmente e che posso garantire per rapporto qualità/prezzo e… perché si trovano su posti veramente incantevoli! Siii viaggiare…
Pietro
Il 9 luglio la giunta comunale di Perugia, alla sua prima seduta, ha votato la proposta (predisposta dagli uffici del comune) sulla prima parte da realizzare del cosidetto Nodo di Perugia. Il neo-assessore alla mobilità Roberto Ciccone ha chiesto, senza ottenerlo, il rinvio dell’atto per analizzare meglio il progetto. La giunta ha detto di no. La proposta dovrà essere notificata alla conferenza dei servizi, prevista per giovedì prossimo 16 luglio. (leggi in merito l’articolo di A. Antonini sul Corriere dell’Umbria).
A mio parere la giunta e il neosindaco Wladimiro Boccali (in particolare) ha perso un’importante occasione per dare un primo e significativo segno di discontinuità rispetto alla passata legislatura cittadina. Per forma e per sostanza. Se la giunta non si fosse limitata ad approvare sic et simpliciter la proposta dei suoi uffici interni, ma avesse reso possibile una nuova analisi dell’opera, avrebbe certamente dato quel segno di discontinuità tanto reclamato a maggio e giugno dall’allora candidato sindaco Boccali (che anche sul Nodo aveva dichiarato, io presente, di non essere entusiasta dell’opera e di voler verificare meglio la stessa, se ne avesse avuto la possibilità, eccola!). Questa la forma, e la sostanza ne sarebbe conseguita. Riaperta la discussione e il confronto sull’opera e, sopratutto, informati (realmente e finalmente) tutti i cittadini di Perugia sul tracciato e sui vari aspetti del fatidico Nodo, si sarebbe potuto (cosa mai avvenuta con la passata legislatura comunale e con l’attuale regionale) mettere in atto un bell’esempio di “democrazia partecipata”.
Come?
1) Ascoltando i comitati locali che da anni protestano per l’impatto ambientale devastante che avrà su territori di pregio (pesaggistico, agricolo e ambientale) e su numerose comunità di cittadini.
2) Convocando gli esperti (urbanisti e altri) che hanno sollevato più di un dubbio sulla reale utilità dell’opera e del suo tracciato.
3) Studiando seriamente soluzioni alternative di mobilità e viabilità cittadina, meno impattanti e sopratutto eco- ed euro- sostenibili.
E, soprattutto, informando tutti i cittadini, magari (propongo io) pubblicando l’intero tracciato dell’opera (anche solo in forma ridotta) sulla stampa locale. A proposito… perchè la stampa locale non pubblica di sua iniziativa l’intero tracciato? …questa sì che sarebbe vera ed utile informazione. Il tutto data l’eccezionalità dell’opera per dimensioni e per un tracciato inserito in aree così densamente popolate e in zone tutelate da piano regolatore (ma tant’è…).
Non vacue parole ma azioni concrete, che sono mancate… ancora una volta.
Nella foto in alto vedete un campo (“zona agricola di pregio” per l’esattezza, da PRG) in zona Madonna del Piano, che non ci sarà più perchè coinvolto dal Nodo. E’ una questione di scelte, e ancora una volta la scelta è stata: meno ambiente, più asfalto! Va bene continuiamo così, ma poi non lamentiamoci se non c’è più chi lavora la terra, se non ci sono più paesaggi degni di chiamarsi tali a ridosso dell’urbe… e i “cari” (pardon ”rari”) turisti vanno altrove per cercare le ”mitiche” colline umbre… Pietro.
Errata Corrige
Non è passato l’emendamento D’Alia!
(grazie all’amico Papi per avermelo segnalato)
Riporto fedelmente un testo che gira in queste ore sulla rete e che invito a leggere con attenzione (sotto un mio brevissimo commento):
Oggetto
: leggi e inoltra che riguarda tutti noi che usiamo internet: è passato l’emandamento D’Alia.
È passato l’emendamento D’Alia. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l ‘obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l’articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi ? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Si vuole l’Italia come la Cina e la Birmania?
E… COME L’IRAN DEGLI AYATOLLAH?
(da chi altri sapremmo delle proteste, delle repressioni se non attraverso la voce diretta da Internet?)
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile.
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Nessuno vuole (ovviamente) che la rete sia o diventi un luogo d’impunità; è evidente che se qui viene perpetrato un reato (qualunque esso sia…) questo debba essere perseguito con i mezzi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Cosa diversa è imporre oneri e sanzioni così pesanti ai provider (in senso lato) da rendere rischioso anche scrivere od ospitare un blogger nel loro spazio web. Sono anch’io, in questo momento, a rischio?
Già in passato altre leggi anti-Internet e anti-Provider (in sostanza) hanno rischiato di fare dei danni seri e rallentare la crescita dell’innovazione in Italia (altro che banda stretta o larga che sia!) Le cose sono due:
- o (come è accaduto e accade ogni giorno in Italia) la legge c’è ma non si applica (impossibile farlo) e si fanno tremila regolamenti per bypassarla.
- o Facebook & C. ci mandano a quel paese… o forse ci siamo già!
Il solito catastrofista…. ciao, Pietro.